Spazio goccia luzzara

In-Equilibrio: prospettive in movimento

L'ambiente raccontato con l'arte

Anche durante l’estate è proseguito il percorso del Collettivo delle Rane, con laboratori artistici rivolti a ragazze e ragazzi dai 10 ai 15 anni.

Attraverso l’arte e la creatività, i partecipanti hanno esplorato il rapporto con l’ambiente, sviluppando nuove forme di espressione e una maggiore consapevolezza del territorio che li circonda.

 

L'iniziativa ha avuto l'obiettivo di far comprendere che l'equilibrio ambientale non significa "restare immobili", ma imparare ad adattarsi e muoversi insieme cambiando prospettiva.

Gli incontri

Gli incontri, che raccontiamo di seguito come se fossimo in un diario, si sono svolti ogni venerdì di giugno presso Spazio Goccia (via Tomba 4) a Luzzara (RE) con anche un'escursione di due giorni a Cerreto Alpi,  organizzata in collaborazione con la Cooperativa di Comunità "I Briganti di Cerreto", che ha previsto una visita all' Acquedotto della Gabellina

Il villaggio dell'anguilla

Venerdì 5 giugno

L'anguilla è una creatura leggendaria, un animale dalle abitudini ancora misteriose e soprattutto è un'instancabile viaggiatrice.

Riflettere e osservare sul suo lungo viaggio ci aiuta a capire meglio l’importanza dell’equilibrio ambientale perché percorre lunghi tragitti migratori in ambienti molto diversi fra loro: dalle acque salate degli oceani alle acque dolci dei fiumi, attraverso paludi, torrenti, laghi e lagune, adattandosi e trasformandosi.

 

La nuova edizione dei laboratori del Collettivo delle Rane è cominciata da qui: dall’incredibile viaggio dell’anguilla, il nostro animale guida, che collega i monti agli oceani, una “rappresentanza” vivente di equilibrio in costante movimento.

La vita nel fiume, l’anguilla gialla

Venerdì 12 giugno

Il nostro rapporto con il mondo è un grande intreccio di relazioni che si annodano e si snodano, in uno scambio continuo tra causa ed effetto. È il disegno di un complesso reticolo di forze in costante tensione: un contesto in perenne rinnovamento, nel quale l'adattamento e la trasformazione diventano un esercizio di equilibrio necessario.

 

Sperimentare con le mani, con il corpo e con le emozioni, giocare con l'immaginazione e la curiosità, trovare altre possibilità nell'imprevisto: sono pratiche che ci obbligano a spostare l'asse del nostro punto di vista e a metterci in relazione.

Così, camminando lungo il canale irriguo, abbiamo seguito il viaggio del nostro animale guida. Quando l’anguilla arriva nei corsi d’acqua dei fiumi europei il suo corpo si trasforma per la terza volta e diventa giallo. Qui si scontra con una serie di ostacoli legati all’antropizzazione. Il suo incedere deve trovare soluzioni.

Dopo una piccola esperienza sensoriale abbiamo osservato il paesaggio circostante, disegnando prima le linee rigide dell’urbanizzazione e poi le linee morbide degli elementi naturali. “E con i filari della vigna come la mettiamo? Li percepiamo come una linea rigida o morbida?” La risposta è stata: “Un po' e un po'”.

Muoversi nel mondo è più una ricerca di linee morbide o uno scontro con quelle rigide? Abbiamo provato a metterlo in pratica attraverso due azioni parallele: intrecciare fili e strappare la carta. La complessità sta nel creare un equilibrio compositivo e una forma ibrida, affrontando al tempo stesso il confronto con materiali come il bambù e la carta paglia...che non sempre seguono la nostra volontà.

Il ritorno nell’Oceano, l’anguilla argentina

Venerdì 19 giugno

Seguendo il lungo e straordinario viaggio dell’anguilla, abbiamo visto che nessun ambiente vive da solo.

Esiste un rapporto di reciproca dipendenza in cui tutto si sostiene a vicenda: i fiumi, i boschi e i mari. Lo abbiamo ascoltato nel racconto della vicenda dell’ostricoltore Hatakeyama; lo abbiamo osservato al microscopio; e ne abbiamo fatto memoria partendo dal fiume, il Po.

 

Testi tratti da:

“Il fiume che voleva scrivere” / Camille de Toledo

“Nel segno dell’anguilla” / Patrik Svensson

Viaggio ed escursione a Cerreto Alpi, l’ultima lezione dell’anguilla

Venerdì 26, sabato 27 giugno

L’anguilla ci insegna che il cambiamento richiede pazienza: se le condizioni non sono quelle giuste, lei semplicemente aspetta il momento opportuno per trasformarsi.

Attraverso l’esperienza diretta del viaggio e della convivenza abbiamo voluto sperimentare questa attesa e questa flessibilità, intraprendendo un percorso sostenibile dalla pianura all'Appennino spostandoci con i mezzi pubblici (treni e pullman) per raggiungere Cerreto Alpi.

Dal fiume Po al fiume Secchia suo affluente. Insieme ai Briganti di Cerreto ci siamo persi tra le strade del borgo, abbiamo scoperto il metato per l'essiccazione delle castagne e visitato l'affascinante sorgente-acquedotto della Gabellina, la principale infrastruttura idrica della montagna reggiana del Gruppo Iren.

 

L’escursione si è conclusa con una bella passeggiata che costeggia i laghi Cerretani immersi nei boschi di faggi, dove abbiamo ascoltato il racconto delle antiche carbonaie e dei “parati” per trasportare il marmo di Carrara. Percorrendo questi luoghi e ascoltando i racconti di chi li vive, abbiamo visto da vicino come le comunità locali si siano adattate alla vita in montagna e come questo processo di adattamento abbia trasformato il paesaggio dell'Appennino.

 

Ogni ambiente racconta una storia di coesistenza, dove la comunità e la natura si trasformano a vicenda...L’importante è mantenere l’equilibrio.

In-Equilibrio  - Locandina

In-Equilibrio  - Locandina

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Programma - viaggio ed escursione a Cerreto Alpi

Programma - viaggio ed escursione a Cerreto Alpi

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